martedì 22 maggio 2012

I Nuovi Media e il futuro del Giornalismo


La tecnologia è diventata parte intagrante della vita al punto da modificarla.La carta stampata, il telefono, la radio, la televisione hanno portato velocità di comunicazione e informazione di massa. Gli anni novanta hanno portato nuove innovazioni tecnologiche e la più brillante e importante è la Rete.
La Rete internet è cresciuta in un tempo straordinariamente breve ed è riuscita ad entrare così profondamente nelle vite di ogni individuo tanto da non poterne fare più a meno.

Tantissimi sono gli ambienti che Internet ha sconvolto ed in cui si è rivelato utile. Il più importante e rilevante è quello della comunicazione. Come afferma Sergio Maistrello nel suo libro Giornalismo e Nuovi Media: "Internet è il primo grande mezzo di comunicazione globale a misura di individuo. Laddove radio, tv e giornali si indirizzano genericamente a masse di persone,dentro internet ciascuno è nodo attivo di una rete per l'esplorazione della conoscenza. E non solo: ciascuno è libero di creare".

Prima dell'avvento di Internet l'informazione era distribuita in maniera verticale, ordinata e impacchettata da chi di competenza (giornalisti, capi redattori, tecnici) e messa a disposizione del pubblico una volta completa. Stampata nel caso dei giornali cartacei, registata in audio e audio video nel caso di radio e televisione. Un'informazione limitata distribuita su canali altrettanto limitati. Internet rompe una volta per tutte questi limiti. Il flusso di comunicazione che scorre in Rete si può definire infinito. Il costo del materiale è quasi nullo e non vi sono forme di limitazione nella diffusione delle informazioni.

La vera novità della Rete non è solo quella dell'istantaneità dell'informazione, bensì il fatto che i giornalisti non sono gli unici a fornire le informazioni. In Internet tutti sono autori e lettori, creando un flusso bidirezionale che non era mai esistito prima.

In Internet ogni individuo può creare il proprio spazio personale grazie ai Blog e ai Social Network (Facebook, Twitter,Flickr, FiendFeed, LinkedIn) per esprimere le proprie opinioni, renderle pubbliche e fruire notizie molto spesso con un largo anticipo rispetto ai mass media tradizionali.

La potenza dei mass media viene, infatti, messa a dura prova dalle possibilità che la Rete offre al lettore, per la prima volta non più udente passivo delle informazioni ma fruitore di esse. Il modo di fare giornalismo è ormai mutato e per non morire i vecchi media devono aprirsi ai nuovi e cercare di farne parte. Colossi dell'editoria della carta stampata come The New York Times, TheGuardian, Wall Street Journal, The Washington Post, The DailyTelegraph hanno intuito sin dall'inizio la potenza del nuovo mezzo di comunicazione. Infatti sono stati i primi a creare il loro giornale online, creato rispettando le esigenze di Rete. Non si è trattato, dunque, di una semplice digitalizzazione della copia stampata, ma sono state create vere e proprie redazioni del giornale online. Questo perchè leggere e fruire le notizie in internet è molto diverso rispetto ai vecchi mass media.

In Italia il primo giornale che si è aperto all'online è stato LaRepubblica. I redattori del giornale cartaceo sono invitati a proporre temi di approfondimento sulla versione web, anche se nessun redattore è obbligato a lavorare su entrambi i formati.

Ciò che tutte le testate temono, una volta creata l'edizione online, è l'interazione con i lettori. Soprattutto in Italia. Questo perchè è propria della Rete una natura dialettica tra tutti gli utenti, senza distinguere tra giornalisti o semplici lettori. Questi ultimi hanno la possibilità di rilasciare commenti per ogni articolo pubblicato online. Inizialmente in Italia questa attività non era concessa, in quanto gli italiani, non avevdo mai avuto la possibilità di dire la loro, ne avrebbero abusato. Non era, però, possibile non permettere l'inserimento dei commenti: l'interazione è alla base di Internet.

Il ruolo del giornalista in questo contesto non deve sparire. È vero che ormai tutti, grazie alle nuove tecnologie, riescono a contribuire alla creazione di notizie soprattutto a livello locale. Il Citizen Journalism va molto di moda. Compito del giornalista del web è quello di mettere ordine all'infinità di notizie presenti in rete e di garantire un livello qualitativo alto dell'informazione. Nonostante la gran mole di notizie presenti in Rete, una gran parte di esse presentano standard giornalistici molto bassi, mentre altre sono addirittura fasulle.
Questo non significa che il giornalismo spontaneo sia da condannare, anzi è una risorsa che deve essere coltivata. Per la prima volta la collaborazione tra giornalisti e lettori, cittadini che tengono ad avere e a collaborare per un'informazione più utile e dettagliata è realmente possibile. Tutto questo grazie ad un mondo digitale che può racchiudere il mondo intero.

venerdì 2 marzo 2012

A cosa pensiamo quando pronunciamo la parola "tecnologia"? Agli aerei? ai treni ad alta velocità? agli smartphone? Ai computer miniaturizzati, alle cimici, alla televisione eccetera? eccetera? Certo! Ma come siamo arrivati a tutto questo? Come si è arrivati a tutto ciò? Attraverso l'esperienza e i disagi, perchè sono proprio questi elementi che ci spingono a voler creare un oggetto o inventarne di nuovi per semplificare le nostre vite e soddisfare i nostri bisogni. Per poter creare il nuovo, però, non bisogna dimenticare le arti antiche. Proprio a questo scopo propongo l'intervista che segue. Qui Domenico Nico, abitante di San Giacomo di Cerzeto, ricorda come estrarre i fili che formeranno un tessuto particolare proveniente dalla pianta della ginestra, tessuto utilizzato soprattutto per la produzione di sacchi di farina e di divise militari naziste. A fare l'intervista è Romilda D'Urso della scuola media Giovanni Falcone di Rende. La sua insegnante di lettere mi ha chiesto di poter montare questa piccola intervista da aggiungere ai cataloghi scolastici. Visto che i video e il montaggio sono miei non mi sento in colpa di sfruttare l'occasione di mostrarvelo.



venerdì 2 dicembre 2011

Il mio primo podcast

Ascolta il mio primo Podcast!! Parlando di tecnologia, ho pensato di caricare la canzone dei Queen "I want it all" perchè essendo "addicted to tecnology" vorrei veramente tutto!!!


mercoledì 23 novembre 2011

E se mancasse l'elettricità?


PANICO!! C'è un blackout generale. Le luci della città, calde e confortevoli, si spengono di botto. Ma non sono solo le luci a spegnersi: tutti i dispositivi e macchinari tecnologici di cui non possiamo fare a meno smettono di ricevere la carica necessaria per rimanere attivi a tempo indeterminato...e questo ci manda nel pallone. Tutti quanti. Ragazzi, che vogliono aggiornare il loro stato su facebook; negozi, che necessitano dell'energia elettrica per lavorare; medici, che hanno bisogno dei macchinari funzionanti per salvare vite; ingegneri che sperano che il loro gruppo di continuità duri abbastanza a lungo da finire e salvare il lavoro di mesi, passati a schiena curva su un computer, che devono consegnare per il giorno dopo; i lavoratori che tornati stanchi e infreddoliti dal clima invernale vorrebbero riscaldarsi di fronte alla stufa; tutti coloro che hanno una vita semplice e normale in questo mondo avranno dei problemi. Siamo dunque diventati schiavi della tecnologia che ci da tutti i comfort? Sarebbe così orribile tornare al tempo in cui esistevano le candele per generare luce, il fuoco per riscaldarci, e le doti manuali per lavorare solo per poco tempo? Certo, ormai che è stata scoperta, è impensabile rinunciare alla tecnologia e a mio avviso sarebbe da incoscenti farlo. A mio avviso i blackout sono necessari per ricordarci che esiste un mondo che continua ad andare avanti senza l'ausilio dell'elettricità, la cui presenza è una condizione necessaria per il funzionamento degli apparati tecnologici. Il blackout può essere un diversivo per riavvicinare le persone: invece di chattare, si potrebbe parlare; invece di inviare una e-mail, si potrebbe scrivere una lettera; invece di guardare la televisione si potrebbe organizzare una serata di giochi da tavola! Non disperate se c'è un blackout! Può essere un'occasione unica per stare in famiglia o con gli amici in maniera diversa! Voi cosa ne pensate??

lunedì 14 novembre 2011

Un giorno senza computer


Il computer è un accessorio della nostra vita tanto presente che spesso lo diamo per scontato. Ma cosa feremmo se dovessimo fare a meno di esso? Senza Facebook? E iTunes? E Youtube? E tutti i forum, le chat, i film in streaming, lo sport e le scommesse, le e-mail, Skype, Google e tutto ciò che ci offre la rete? A me è capitato di rompere il mio computer...ovviamente non l'ho fatto apposta, ma i sei litri d'acqua caduti direttamente sulla tastiera del mio portatile non hanno giovato alla situazione. La sensazione che ho provato senza il mio computer era decisamente stressante; sembrava che ore e giorni raddoppiassero sempre più, che l'orologio, per dispetto, avesse deciso di rallentare. Non sapevo più come impiegare il mio tempo a casa, non che non avessi vita sociale, ma gran parte della mia giornata casalinga era dedicata allo studio ed ai miei passatempi al computer. Siamo onesti: la nostra generazione è totalmente ossessionata da questo strumento che ci permette l'accesso ad un mondo parallelo che è diventato un po' come la nostra seconda casa. Questa dipendenza è tangibile e presente nella maggior parte della popolazione giovanile mondiale e ha portato a grandi cambiamenti positivi ma anche negativi nel nuovo millennio. Ovviamente l'utilità della rete è indiscutibile, soprattutto considerata la sua nascita, invenzione militare sviluppata durante la guerra fredda per consentire una rete di comunicazione anche in casi critici. Questa grande facilità di connessione ha portato, però, anche grandi problematiche, come la dipendenza da Internet e la creazione di una vita "parallela" che diventa così importante da confondersi o addirittura sostituire la vita reale. La tecnologia, in tutte le sue forme, ha cambiato e sta cambiando il modo di relazionarsi con il prossimo. Adesso gli amici sono quelli "su Facebook"; in rete nascono amori che possono sfociare in matrimoni e che nessuno mi venga a scrivere che non avete contatti tra le vostre amicizie di persone con cui non parlate!! Chiunque può diventare popolare, senza badare alla posizione sociale e altre discriminatorie che nel mondo reale ci bloccherebbero. Ripararsi dietro lo schermo di un computer è sempre più facile, ma è davvero la cosa giusta da fare? Vale la pena vivere una mezza vita? Molti di voi penseranno che io esageri, ma esiste davvero tanta gente che non riuscendo a crearsi una vita sociale ne costruisce una virtuale, riponendo sogni, speranze e desideri in qualcosa che in realtà non esiste. Cosa ne pensate voi? Mi aspetto un grande dibattito in proposito!

sabato 12 novembre 2011

Fotografia: Analogico o Digitale??


Questa è una delle domande che passeranno alla storia!!! Almeno per i fotografi o gli appassionati di fotografia!!! Ma voi cosa preferite?? Analogico o Digitale ??? Personalmente, le foto analogiche non sono mai state il mio forte... occhi rossi, bruciate, scure...chi più ne ha più ne metta...per non parlare dell' "attesa" per lo sviluppo del rullino e l'ansia del sapere se fosse rimasto o no un ricordo dell'ultima vacanza...le vecchie macchinette analogiche erano più complicate da utilizzare, ed ecco che allora il Fotografo ancora poteva chiamarsi tale...ma adesso? Con il digitale i veri fotografi sono pochi...ormai tutti siamo in grado di scattare bellissime fotografie (ammettiamolo, fa tutto la macchinetta) e, cosa ancora più interessante, possiamo guardarle subito, decidere se "salvarle" o cancellarle con un semplice gesto, cosa impossibile con l'analogico, la foto te la devi tenere, non importa se sei venuto spettinato, con gli occhi chiusi o con la bocca aperta! Oggi, inoltre, esiste phoshop, e chiunque diventa una top-model nelle proprie foto (o semplicemente si limita a cancellare i brufoli). Nonostante tutto questo avanzamento nella tecnologia, è ritornato di moda il fascino dell'analogico...adesso chiedo a voi, esperti o aspiranti fotografi, appassionati oppure semplicemente curiosi...cosa preferite? Qual è il vostro giudizio?

Il bello di avere un "aggeggio" Apple


Avete mai visto South Park? In una puntata dedicata alle invenzioni di Steve Jobs, creatore della Apple, Cartman (uno dei bambini protagonisti) fa finta di essere possessore del tablet della Apple (all'epoca era la prima versione, non il 2). Si sforza così tanto di voler esserne in possesso pregando la mamma di comprarlo perchè "tutti i suoi amici lo hanno" e rifiutando categoricamente un tablet di altra marca propostogli dalla madre, perchè come tutti ben sapete, gli Apple non costano "poco" . Visto che questo cartone ( spassoso quanto violento) riproduce in maniera cruda la realtà dell'oggi è lecito affermare che la moda del momento sono gli apparecchi Apple. Ma chi dice che sono i migliori? Non tutti possono permetterseli, se dovessimo basarci sulle lamentele della crisi economica QUASI NESSUNO potrebbe averli, almeno in Italia. Eppure tutti li hanno. La domanda sorge spontanea: i prodotti Apple (iPhone, iPad, iPod, Mac) sono diventati beni di prima necessità? A voi la risposta a questa domanda che mi faccio già da un po'!!